novembre 12, 2012

Clock Rewinders #7



Clock Rewinders è una rubrica settimanale creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io l'ho scovata su storie dentro storie) che si presenta come una specie di riassunto della settimana appena finita. Ci sarà scritto tutto ciò che è accaduto sul mio blog e su quello dei miei colleghi, le mie letture, le new entries e tutto ciò che voglio inserirci.


Last week on ON THE READ 



Questa è stata una settimana a tema recensioni, per così dire. Ne ho scritte tre, spero di piacciano: #1 E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver, #2 I Fiori del Male di Charles Baudelaire (funge anche da seconda puntata di old times), #3 Colpa delle stelle di John Green. 
Tutte e tre abbastanza difficili da scrivere, per essere sincera! 
Tutte le rubriche sono saltate inclusa Clock Rewinders, perché avevo - ed ho! - un sacco di recensioni da scrivere. 
Ho cambiato grafica al blog, scegliendo qualcosa di più autunnale e.. spero vi piaccia anche l'estetica di On the read 



Last week around the BOOK BLOGGING COMMUNITY
- Denise ha premiato il 1°Girone della Hogwarts Reading Challenge, una premiazione più che meritata direi! Complimenti a Matteo, l'ho sempre detto che è davvero un bravo "recensitore" 
- Franci ha recensito Incarceron, La prigione vivente di Catherine Fisher
- Due anteprime m'interessano parecchio: #1 Il seggio vacante di J.K.Rowling (posseggo già questo romanzo, perché a Londra è già uscito da un po', ma è sempre un piacere vedere come l'editoria italiana si spiccia per far contenti i suoi lettori), #2 Micro di Crichton & Preston (non ne avevo sentito parlare per niente ma mi ha incuriosito fin da quando ho sentito i nomi degli autori.. non per nulla di particolare, mi ricordano molto i due scienziati della cristallografia a raggi X LOL) 

Last week's Ronnie's readings 

letture in corso

Across the Universe di Beth Revis 
Sono all'inizio e non posso dare un giudizio completo, ovviamente. Posso solo dire che, come apertura del racconto, credo sia mooolto ma molto buona. La Revis ci ha introdotti in modo superbo nella situazione di Amy ed Elder! 

- Midsummer Night's Dream di William Shakespeare 
Vado piano, non c'è nessuno che m'insegue. Voglio godermi Shakespeare perché conosco la storia, il suo sviluppo e la sua fine. Mi manca solo assaporare lo stile impeccabile, scorrevole e fantastico che solo Shakespeare ci sa regalare con le sue parole antiche ma comprensibili, i suoi personaggi amabili ed amati. 


letture terminate 

- Switched. Il segreto del regno perduto di Amanda Hocking 
Come vi ho precedentemente detto nella scorsa puntata di questa rubrica non avevo aspettative verso questo romanzo, erano inesistenti. E' scorrevole (punto a favore) ma poco - per non niente per niente - originale (punto a sfavore). 
Devo scrivere la recensione e so di essere in ritardo.. prometto che sarà la prossima che scriverò a meno che voi non ne vogliate un'altra, prima!

- Firelight, La ribelle di Sophie Jordan 

Non sapete quanto mi addolora parlare poco bene di questo romanzo! Si è rivelato inizialmente una bomba.. pieno di suspense, colpi di scena e cambiamenti repentini. Andando avanti con la lettura ho invece notato che, all'interno di Firelight, erano presenti moltissime scene già viste da-Twilight. 
Il voto sarà comunque alto perché la Jordan ha uno stile fluido e la sua storia, di base, è totalmente fresca. Vedremo nella recensione.. sono ancora un po' scossa ahah

- Macbeth di William Shakespeare 

Ovviamente stile meraviglioso, personaggi amabili, storia crudelmente reale e ambientazioni fantastiche. A breve la "recensione"! 



New entry in Ronnie's library

 

- Across the Universe e Vanish mi sono stati gentilmente inviati dalla Piemme Freeway: grazie Giulia! 
- Shut Out e Glow li ho acquistati e sono super eccitata perché era da un sacco che li puntavo! 

Ronnie's quote for the week

" ..mi sforzo di sorridere, sapendo che la mia ambizione ha superato di gran lunga il mio talento. Ormai non trovo più cavalli bianchi o belle donne alla mia porta. " 
tratta dal film Blow

novembre 09, 2012

Recensione: Colpa delle stelle

Buonasera a tutti! 
Anticipo che c'ho messo un sacco di tempo a stilare la recensione che sto per presentarvi e credo che si sia aggiudicata il record di più difficile nella storia delle recensioni da me scritte in questo blog.
Il romanzo che vi recensirò aspetta nell'angolino da un bel po' anzi da un po' troppo.. ma solo perché ero troppo scossa emotivamente per scrivere e perché avevo il braccio sx fasciato e col dx non so fare praticamente nulla!
Sconcertante, vivo, reale ed emozionante al 100%. 



Autore: John Green 

Titolo: The fault in our stars

Titolo italiano: Colpa delle stelle

Editore: Rizzoli 

Pubblicazione: 2012, Ottobre 10 

Readership: Young Adult 

Genere: contemporaneo

Rating: ★★★★★ + ★

Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.


Recensione

The Fault in our Stars è stato amato a dismisura dalle lettrici e dai lettori di tutto il mondo che lo hanno reso un vero e proprio caso editoriale. 

Il, già conosciutissimo e adoratissimo, John Green - autore di Città di Carta, Cercando Alaska, Teorema Catherine e Will ti presento Will (in collaborazione con David Levithan) e seguitissimo youtubers ironico ed irriverente - decide questa volta di puntare non sulla comicità o sull'amore dal lieto-fine, bensì sulla drammaticità, sul dolore, sulla sofferenza e sull'amore estremo che entra in gioco nei momenti più tragici di un qualsiasi individuo, raccontando una storia che a molti potrà sembrare banale e troppo vissuta ma che è pur sempre una storia all'ordine del giorno; una storia realistica.  
Green ha voluto scrivere qualcosa di reale con sfacciata ironia riuscendo ad entrarmi nel lago più profondo del mio cuore; riuscendo a perforarmi l'anima; riuscendo a portare a galla nella mia mente alcuni ricordi intensi ed impressi a fuoco caldo e scottante. 
Non sapete quant'è difficile per me, in questo momento, trovare le parole che possano rendere omaggio a Colpa delle stelle - titolo italiano che, a mio avviso, rispetta quello originale, e questo è sicuro, ma non a pieno.
La mia difficoltà non sta nel lessico grammaticale o nella lingua in se e per se - anche se è stato difficile pure per questi elementi - ma è una cosa più complicata del previsto. Sto cercando di non farvi sentire il mio attaccamento e i miei sentimenti non repressi verso uno dei temi principali del romanzo: la malattia o nello specifico: il cancro. 

E' un compito piuttosto arduo e credo di non farcela - parto negativa, lo so - perché sono a conoscenza e convivo con le mie emozioni. Sono consapevole che traspariranno così come la mia personale esperienza cercherà a gran voce di farsi sentire. E reprimerle sarà pressoché impossibile. 

John Green da il via alle danze del suo brillante romanzo con la descrizione dei conflitti interiori e profondi e sofferenti di Hazel Grace Lancaster, una sedicenne con un tumore ai polmoni, un taglio di capelli da paggetto e un senso del'umorismo molto spiccato. 
E' lei la protagonista femminile, nonché narratrice al passato prossimo, del romanzo.
La storia di Hazel è toccante ed interessante (per non dire nuovamente sofferente e risultare più ripetitiva di quanto già non sia) e vista dal suo punto di osservazione lo è il doppio. Più la cosa è riavvicinata, più le emozioni e le sensazione si fanno forti e s'accavallano ognuna cercando di prevalere. 

Ci è già chiaro il punto di partenza di Hazel, il suo carattere conflittuale e le sue paure più grandi. 
Lei è un'adolescente un po' diversa da quelle più comuni e parecchio indietro rispetto al mondo che non aspetta di certo una malata di cancro per le sue rotatorie giornaliere e i suoi stupidi scoop che girano. 
Hazel si può definire fortunata - per quanto ella possa esserlo - perché grazie al Phalanxifor, un farmaco sperimentale, il suo cancro, che la stava strappando dalla vita terrena, è in regressione. Potremmo probabilmente chiamarlo miracolo ma, per una che in giro con una bombola per l'ossigeno attaccata con una cannula vicino alle narici, questo non può essere - e non è - il massimo. Se poi c'aggiungiamo le paure che la perseguitano costantemente e la scarsa vita sociale, abbiamo un quadro generale perfetto di una persona a cui la vita vuole solo male, come qualcuno che porta rancore o roba del genere. 
Ma la nostra Hazel-paggetto non è solo questo! E' simpatica, ha uno spirito d'osservazione degno di una critica d'arte e una passione sfrenata ed incontenibile per la lettura, che pare sia più un rifugio che un divertimento per lei. 
Come ogni lettrice che si rispetti divora i libri in meno di 24 h e ha letto più e più volte il suo romanzo preferito. 
Proprio come io ho fatto - e continuo a fare - con Cime tempestose, Hazel fa con Un'imperiale afflizione (romanzo non esistente nel nostro mondo, creato da Green appositamente). Questo romanzo è per Hazel importantissimo poiché ci si immedesima al 100% ed afferma che l'autore riesce a descrivere la sua sensazione di stare per morire nonostante non sia ancora morto. 
Ma veniamo al dunque.. 
Ad Hazel la vita potrà anche volerle male ma il destino le farà fare un incontro... fatale, per così dire. Un incontro che le cambierà la vita e la percezione di essa. 
Al gruppo di supporto per malati di cancro Hazel incontrerà casualmente Augustus Waters, il ragazzo più sexy del pianeta, per quanto mi la riguarda. 
Solare, bello, eccitante ed indimenticabile, Augustus, inizierà a far parte della vita tormentata di Hazel.. prima come uno spettatore esterno/interno e poi come secondo protagonista. 
Le vite dei due si intrecceranno in modo inevitabile facendo in modo che si crei, tra i due, un filo indistruttibile e parecchio spesso. 
L'amore è imprevedibile e unstoppable, pericoloso ed accattivante, romantico e crudele. 
Arriva nei momenti più impensabili tra le persone più impensabili, rubando il tempo alla morte che è perennemente dietro l'angolo, pronta all'agguato. 
Sappiamo tutti fin troppo bene che il tempo reale non è infinito e che prima o poi - più prima che poi - si esaurisce, portando tutti nel panico e nel dolore più assoluti. 
L'amore è bastardo e il tempo è ingannevole: insieme sono letali e ti tolgono il fiato. 
Augustus ed Hazel saranno le vittime inconsce di questo sentimento piacevole. 
Lo vivranno con il pieno delle loro capacità fino alla fine e persino dopo, imparando l'uno dall'altro le gioie e i dolori della vita. 
L'amore li coinvolgerà e li lascerà assetati, usurpando le loro forze e bevendo dalle loro ferite. 

Divorato in meno di un giorno entrambe le volte, Colpa delle stelle, si è rivelato un romanzo con tematiche forti che affronta la crescita interiore di un'ironica sofferente. 

Lo amavo già prima di leggerlo ma, una volta letto e finito, l'ho amato ai limiti del possibile. Green mi ha mandata in tilt nel giro di 313 (en) /347 (it) pagine. 
Con la sua narrazione soave, leggiadra e limpida aiuta nell'inclusione nel romanzo che ogni lettore è portato ad effettuare per cause inspiegabili, ora come ora. 
Green è stato eccezionale e fantastico non solo nel parlare di una malattia a lui sconosciuta come ha esplicitamente spiegato nei ringraziamenti, ma soprattutto a creare dei personaggi originali, indimenticabili ed adorabili. 
Hazel, per quanto mi riguarda, è uno splendore, come persona. 
Cerca di minimizzare le vittime, non vuole far del male alla gente che si trova sul suo cammino e la sua bontà d'animo è insuperabile. 
Mi ricorda moltissimo e in modo assurdo mia sorella Sabine.. ne sono felice e non smetterò mai si ringraziare silenziosamente John Green per questo personaggio che ha ideato con la suo brillante ingegno. 
Augustus invece è uno che sa molte cose, uno con l'intelligenza elevata ma che non sottolinea. 
Dalla bellezza e dallo spirito disarmante, cattura l'attenzione di Hazel in un batter di ciglia. 
Augustus è uno che impressiona ma che non mette in soggezione. Con la sua parlata veloce ed affrettata vorrebbe dire mille cose su mille argomenti, anche puttanate
Sincero in modo disarmante e con un carattere estroverso ha conquistato anche il mio corazon! 
Il suo legame con Hazel è così profondo e reale che non sembra affatto un'illusione. 
Colpa delle stelle t'insegna che, non importante quanto la tua vita sia difficile e si prospetti ad essere breve, devi cogliere l'attimo e non asciarti sfuggire l'occasione di poter amare qualcuno e poter essere amati da qualcuno per la prima ed ultima volta. 
Questo romanzo è una vera e propria pillola di saggezza, in generale. C'è da imparare moltissimo.. non lasciatevelo sfuggire per nulla al mondo, intesi?

novembre 07, 2012

Recensione: I fiori del male


Autore: Charles Baudelaire 

Titolo italiano: I fiori del male 

Titolo inglese: Flowers of Evil 

Titolo originale: Les Fleurs du Mal

Pubblicazione: 1857

Readership: Adult

Genere: poesia

Rating: ★★★★★



Recensione

Premetto che non c'è alcuna punta di arroganza e presunzione in me: scrivo "recensione perché è ugualmente uno scritto in cui espongo il mio pensiero riguardo un determinato romanzo. Un autore classico ed uno temporaneo per me non hanno differenze. 
Potete condividere o meno ciò che scriverò, io lo faccio per farvi conoscere il mio giudizio.. ho aperto On the read per questo!

I Fiori del Male è considerata una delle raccolte di poesie più belle della letteratura francese e non. 

Personalmente adoro le poesie almeno quanto adoro il genere distopico (ed è tanto, lo sapete!) e queste non potevo non averle lette!
Tutte le persone che conosco e che amano la poesia continuavano ad affermare che dovevo farlo al più presto e che avrei apprezzato moltissimo ogni poesia. Ovviamente mi fidavo - specialmente di Enea - ma non avrei immaginato di apprezzare Baudelaire quanto apprezzo la Dickinson. 

Charles Baudelaire è stato un paroliere di gran talento e la sua poesia è una lirica descrittiva vera e propria.
Trovo che, inoltre, dalle sue opere traspare quanto lui sia stato un individuo con la psiche tormentata e quanto abbia sofferto nella sua vita triste e molto breve. 

Ogni singolo rigo è una pillola di saggezza per tutti noi ma, purtroppo, come la maggior parte delle opere eccezionali, non fu capita ai suoi tempi: Les fleurs du mal fu censurato.
Mentalità diverse o meno non credo ci voglia un genio per comprendere quando Baudelaire sia fantastico!
Prosa che cattura, parole che racchiudono mille sentimenti repressi, argomenti crudi - ma reali - che nessuno, a quei tempi, osava trattare! 


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novembre 05, 2012

Recensione: E finalmente ti dirò addio

Salve a tutti e buon lunedì. 
Non sto qui a dirvi quanto non mi piace questo giorno della settimana e quanto non mi senta carica il lunedì ma oggi che sono a Londra e mi sto divertendo come non succedeva da tantissimo tempo sono così carica e gioiosa che ho voluto preparare per voi una positivissima recensione all'insegna dell’amore e della sofferenza, dell’amicizia e del bisogno di sentirsi inseriti. 
La ricerca di se stessi è la cosa più importante e dura da affrontare specialmente per un adolescente nel mondo d’oggi dove includersi può sembrare una cosa impossibile, per alcuni. Un mondo dove si fa a gara tra chi è più cool e popolare. 
Il libro di cui vi sto parlando è.. 


Autore: Lauren Oliver 

Titolo: E finalmente ti dirò addio 

Editore: Piemme bestseller 

Pubblicazione: 2010, Novembre 9 

Serie: stand-alone 

Readership: Young Adult 

Genere: contemporaneo, paranormal romance 

Rating: ★★★★ ½


Samantha ha un ragazzo affascinante, tre amiche fantastiche e una popolarità invidiabile. Finché un giorno perde tutto in un incidente, anche la vita. E quando la mattina dopo si risveglia misteriosamente, torna a vivere quel suo ultimo giorno. 
Forse quello di Samantha è solo un incubo, ma se fossi al suo posto che cosa faresti? 
Dove andresti? 
Chi baceresti? 
Fin dove ti spingeresti per salvare la tua vita? 

Recensione

E finalmente ti dirò addio è un libro auto-conclusivo pieno di emozioni e sentimenti contrastanti, di personaggi pieni di voglia di vivere con una distinzione tra finzione e realtà davvero molto sottile. Nato dalla, già conosciuta ed amata, penna di Lauren Oliver, autrice della serie Delirium (qui la mia recensione), si è fatto strada non solo tra le librerie delle lettrici e dei lettori di tutto il mondo ma anche nei loro inconfondibili cuori di inguaribili romantici e romantiche. 
Lo sto descrivendo molto bene elogiando tantissimo eppure c’ho messo una settimana e mezza a finirlo e vi starete domandando come mai. Bene, ve lo spiego subito. 
Questo romanzo mi è piaciuto moltissimo anche troppo e c’ho messo tanto a leggerlo perché avevo voglia di immedesimarmi in Samantha in un modo più profondo, entrare nella sua testa e nel suo cuore. Conoscere e rivalutare i suoi amici e le persone che le stanno accanto assieme a lei. 
Insomma ho voluto essere un personaggio interno, ho preferito essere parte della fantastica storia di E finalmente ti dirò addio. 
Non volevo stare in panchina a guardare ma entrarci. 

La cosa più bella e che si sottolinea subito nella bravura della Oliver non è la sua capacità di creare delle bellissime storie con altrettanto belle ambientazioni. La sua immensa bravura sta nel saper realizzare personaggi con caratteristiche tipicamente reali e coi quali è possibile confrontarsi. Descrivere di problemi, passatempi e modi di dire esistenti. 

La protagonista di questo suo secondo romanzo è Samantha Kingston, una diciassettenne viziata e superficiale con una vita perfetta: ha un ragazzo che tutte le invidiano e un gruppo di amiche ironiche, belle e inconfondibili per le loro battute taglienti e i loro modi di fare troppo schietti. 
Samantha e le sue amiche per quanto popolari e invidiate non sono altro che delle bastarde e stronze ragazzette americane che frequentano l’ultimo anno di liceo e si credono, una ad una, miss mondo. 
All'inizio non ci fai caso, le invidi anche tu anche se inesistenti e frutto della fantasia dell’autrice, ma man mano che prosegui col romanzo ti rendi conto di questo particolare che paragonato a tutto l’insieme della storia è.. insignificante, è nulla. E’ solo una briciola, ed è questo quello che più colpisce e ammalia. 
Non c’è nulla che Sam, Lindsay, Ally ed Elody non possano fare o dire. Per loro è tutto splendido e meraviglioso, il mondo è ai loro piedi e non c’è niente che le potrebbe far cambiare. 
..o quasi. 
Ma è quando arriva, come qualsiasi altro giorno normale ma meraviglioso della sua vita: il 12 Febbraio, che qualcosa sta per cambiare per sempre nella vita e nel temperamento di Sam. 
E’ il Giorno dei Cupidi, uno dei giorni più attesi dell’anno, in cui puoi mostrare la tua popolarità e farti amare ed invidiare ancora di più degli altri tipici giorni. Quante rose riceverai decreterà il tuo livello di adorazione nella scuola. 
Sam vivrà il 12 Febbraio con facendo scherzi alle ragazze sfigate tipo Juliet Sykes, flirtando con il suo professore di chimica attraente e aspettando la sua fatidica “serata speciale” con Rob Cokran, il ragazzo più desiderato della Thomas Jefferson, in modo ossessivo. 
Ma la vita ha tutt'altro in serbo per lei in quel giorno: Sam morirà improvvisamente in un incidente stradale. 
La cosa che Sam non sa è che dopo la sua morte vivere il 12 Febbraio per altre sette volte per cercare di cambiare il suo futuro e quello delle persone che le sono accanto.
Inizialmente non sapevo cosa aspettarmi da un romanzo che ripeteva continuamente lo stesso giorno, con gli stessi personaggi e le stesse situazioni ma posso assicurarvi che la Oliver non delude mai. Propone ogni 12 Febbraio come qualcosa di cui vale la pena leggere, con personaggi accattivanti e rebus da sciogliere. 
Rifarà gli stessi sbagli, cercherà di rimediare, dirà e farà cose che non avrebbe mai osato dire e fare, scaverà nel profondo della sua anima e di quella dei suoi amici, rivalutandoli. 
L’accompagneremo nel corso del suo incubo reale e presente.
La vedremo abbandonarsi a se stessa rifiutandosi di rialzarsi mandando tutto a farsi fottere e gettando la spugna lasciando il combattimento, arrendendosi. Ma la vedremo anche rialzarsi, sempre più forte e più carica di speranza su ciò che la vita e il fato hanno in serbo per lei e, credetemi, hanno per lei un vero miracolo. 
Non solo assisteremo in prima persona al cambiamento repentino interno di Samantha, quel cambiamento che la farà diventare migliore: altruista, sincera, semplice e non omologata alla società e alle amicizie. Ma la guarderemo anche una volta trovato l’amore vero. 
Eviterà ogni giorno (anche se in realtà è sempre lo stesso, di giorno) la morte ma quest’ultima tornerà sempre a lei come una palla-matta. 

E’ chiaro capire che la Oliver affronta temi umani con il suo solito tatto e senza mai esagerare. 

Crea mille situazioni e compromessi nuovi che faranno perdere la testa sia a Sam che a noi lettori, ormai parte integrante di E finalmente ti dirò addio, romanzo Young Adult dalle mille sorprese. 
La penna fluida e brillante della Oliver non stanca mai e rende tutto più facile riempiendo il romanzo d’ironia e divertimento, realismo e voglia di vivere. 
L’autrice è riuscita a dar vita ad un libro forte ed irriverente con un finale che rispetta pienamente il suo solito stile carico di possibilità e suspense. 
Attenzione non credete che E finalmente ti dirò addio sia un romanzo superficiale e tipicamente adolescenziale perché, per ciò che tratta e per ciò che lascia intendere, è adatto anche a lettori leggermente più maturi e a coloro che desiderano qualcosa di più profondo. 

novembre 02, 2012

m-ooks: Into The Wild, 1


m-ooks è una rubrica in collaborazione con Iran del blog school of movies che non ha una cadenza precisa, la pubblicheremo ogni qual volta vedrò/rivedrò un film. Si tratterà di scrivere le recensioni dei film ispirati ai romanzi in un post che sarà presente solo sul blog di Iran. Lei mi da il via ed io mi lascio trasportare dai luoghi e dai personaggi, come al solito!

Buongiorno e buon venerdì a tutti. Prima di parlarvi di questa nuova rubrica che aspettavo d'aprire da un sacco di tempo voglio anticiparvi che la rubrica Cover Changed - quella in cui vi confronto la cover originale e italiana di un romanzo in particolare - ha cambiato giorno di scadenza: da venerdì a sabato.. perché purtroppo il venerdì ho molti più impegni e sarà impossibile, a volte, far coincidere tutto. 
Quindi.. ora torniamo a noi, alla rubrica m-ooks. E' una rubrica in collaborazione con la mia amica italiana Irene ed avrà luogo solo sul suo blog, qui vi posterò il link. 
Come avrete letto nella didascalia sotto il banner io scriverò la recensione di un film ispirato ad un romanzo. 
Oggi tocca a ...
Into the Wild - Nelle terre selvagge 
Un viaggio nella natura 
all'insegna della libertà assoluta. 
Una storia vera


Titolo: Nelle terre estreme 
Titolo originale: Into the Wild
Autore: Jon Krakauer 
Traduttore: L. Ferrari, S. Zung 
Pubblicazione: 1997
Editore: Corbaccio 
Collana: Exploits 
Genere: Avventura
Prezzo: 16,60 euro 
Pagine totali: 267




Nell'aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell'Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbattè quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista "Outside" che suscitò enorme interesse. In seguito, con l'aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l'America all'inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche. 


Il mio commento/recensione: http://schoolofmovies.blogspot.it/2012/11/m-ooks-into-wild-1.html, non vi resta che cliccare, leggere e se volete commentare! 

Un bacio, 

R.