agosto 12, 2012

Recensione: Il canto della rivolta

Sono ancora on the road ma, nella giornata di oggi, ho cercato di lasciare uno spazio anche per voi perché ho terminato - da parecchio, in realtà - il terzo ed ultimo capitolo della trilogia The Hunger Games e non vedevo l'ora di stilarne una recensione. 
Quindi bando alle ciance ed inizio a scrivere.


Autore: Suzanne Collins

Titolo: Il canto della rivolta

Editore: Mondadori

Pubblicazione: 2012, Maggio 11

Serie: THE HUNGER GAMES #3

Readership: Young Adult

Genere: distopico, fantascientifico

Rating: ★★★★


Contro tutte le previsioni, Katniss è sopravvissuta agli Hunger Games per la seconda volta. Ma anche se ora è lontana dall'arena sanguinaria, non può dirsi salva. Capitol City è molto arrabbiata. Capitol City vuole vendetta. E chi è destinato a pagare per i disordini? Katniss, ovviamente, la Ragazza di fuoco. Come se non bastasse, il Presidente Snow tiene a precisare che ormai tutti sono in pericolo, nessuno escluso: la famiglia di Katniss, i suoi amici più cari, tutti gli abitanti del Distretto 12.
Ora che la scintilla si è trasformata in un ardente fuoco di rivolta, alla Ghiandaia Imitatrice non resta che spiccare il suo volo verso la libertà. Forte e incalzante, finalmente anche in Italia lo sconvolgente finale della rivoluzionaria trilogia di Suzanne Collins, Hunger Games.

Recensione
*non leggere la recensione se non hai letto il primo e il secondo della trilogia*

Come ho precedentemente affermato nelle recensioni dei due sequel di "Il canto della rivolta" io non avrei potuto immaginare che questa saga, seppur consigliatissima, mi andasse così a genio. 
Ho divorato i tre romanzi in meno di un mese e vorrei non averlo mai fatto così in fretta perché ora sono consapevole del fatto che mi mancherà. 
La storia della Collins mi è entrata nel cuore, i personaggi mi hanno conquistata; da Katniss a Finnick, Gale, Peeta, Prim, e l'ambientazione, anche se indesiderabile, era davvero ben fatta e soprattutto ben studiata. La Collins fa uscire 
Anche se lo stile dell'autrice non è dei migliori (per migliori intendo la prosa meravigliosa e poetica della Stiefvater in Shiver, qui la mia recensione) trovo che ci abbia ugualmente accompagnato favolosamente nella lettura di questi tre tomi. 
In questo ed ultimo libro tutti i nodi vengono al pettine, ci sono scomparse inaspettate e molte sentite e la situazione prende, fin dall'inizio, una piega diversa dal solito. Dopo che Katniss Everdeen, la ragazza di fuoco, è stata tirata fuori dall'arena degli ultimi Hunger Games viene portata nel Distretto 13 che, come previsto, esiste davvero e non è frutto di una fantasia/nascosta-speranza dei ribelli. Il 13 non è casa sua ma è una città sotterranea con regole molto rigide, con i suoi ritmi e le sue mansioni. Katniss in un primo momento viene etichettata come "mentalmente confusa" ma, dopo essersi ripresa, le attribuiscono un nome più importante, di un certo spessore: Ghiandaia Imitatrice (da qui Mockingjay, il titolo originale del romanzo). Il volto della rivolta che pare sia in corso in tutti i Distretti o quasi. Tocca a lei unire i Distretti contro la crudele e superficiale Capitol City e contro l'uomo dagli occhi di serpente - e che possiede un roseto avvelenato -, Coriolanus Snow. 
Le cose, però, seppur possano sembrare semplici, non lo sono. 
Katniss è confusa davvero tanto da non rispettare neppure il programma che le viene sistematicamente stampato sul braccio ogni mattina e nascondersi per dormire. Tanto da fare nodi tutta la giornata procurandosi calli e infiammazioni alle dita. 
Ma quando sente che i soldati verranno mandati a Capitol City a combattere cerca in tutti i modi di convincere la presidente di essere pronta per una battaglia, per salvare i suoi amici - Peeta, Annie, Johanna ed Enobaria - e per uccidere l'uomo che le ha causato una moltitudine di problemi sin dai primi Giochi a cui lei prese parte. 
Riuscirà a sconfiggerlo davvero e a porre fine alle sue punizioni ? 

Mi ero promessa - come tutti, credo - di non piangere mentre leggevo "Il canto della rivolta" ma alla fine le emozioni l'hanno avuta meglio. Ho versato le lacrime durante i momenti belli e molte altre in quelli tristi - che mi hanno sentimentalmente scossa per la prima settimana dopo la fine di questo romanzo. 

I personaggi mi sono entrati nel cuore, mi hanno regalato qualcosa. Mi hanno insegnato qualcosa. 
Katniss, nonostante si è dimostrata più debole e meno determinata, l'ho ammirata come al solito. Riesce a prendere delle decisioni definitive in grado di cambiare il corso della storia e, con il suo coraggio - che non le manca di certo - ha salvato la vita a parecchi. 
Peeta, il ragazzo dolce e saggio, è il mio personaggio preferito (dopo Finnick, ovvio). Quando lui parla riesce a far zittire persino gli uccelli - come quando Katniss canta. Potrà non saper tirare con l'arco o maneggiare un coltello o roba simile ma è riuscito a non far mettere mai le radici di Capitol City dentro di sé. 
Gale mi piace come personaggio (anche se mi piace di più l'attore che lo interpreta). La sua possente forza e gli abbracci che regala a Katniss mi hanno accompagnata dolcemente ma con prepotenza in quest'avventura fantastica. 
Finnick mi ha sopreso, come dall'inizio. Può sembrare il solito ragazzo superficiale che fa di tutto per vendere il suo corpo ma in realtà è il contrario di come appare. E' un ragazzo capace di amare una volta solamente e che ha subito una violenza interiore più forte di tutte le altre ma che è riuscito, grazie alla sua amata, a rialzarsi. Inutile dire che è il mio personaggio preferito in assoluto
Beete è un nerd che vinse i Giochi molto tempo addietro e che nel romanzo è stato un personaggio ben delineato seppur non troppo al centro dell'attenzione. Un uomo buono ed ingegnoso che aiuta la nostra protagonista e i suoi amici nell'impresa anche se non in prima persona. Dietro le quinte diciamo. 
Prim, al sorellina di Katniss, è una ragazza molto matura per i suoi quattordici anni ed insegna a tutti un sacco di cose sulla vita con le sue parole poche ma buone. Saggia, responsabile, simpatica, coraggiosa e che non s'arrende mai, insegue i suoi sogni a costo della vita. 
Giunta a questo punto non posso non spendere due parole per Haymitch, il menore dei tributi del 12. Un ubriacone che, dopo aver conosciuto gli innamorati sventurati, fa di tutto per riportarne almeno uno in salvo. Si affeziona ad entrambi durante la prima preparazione e diventa orgoglioso di loro, come un padre, una volta usciti dall'arena dei Settantaquattresimi Hunger Games. 
P.P.S. La Collins deve scrivere un libro sulla storia di Finnick ed Annie. Non può avercela "raccontata" (?) in questo modo!

10 commenti:

  1. Bellissima recensione! Sono felice che ti sia piaciuto anche quest'ultimo romanzo della saga :D
    E beh te lo dicevo che avresti preferito Peeta!
    Per Haymitch io alla fine sono rimasta un po' delusa... speravo che dopo essere tornati a casa alla fine non avrebbe più bevuto e che sarebbe stato parte della vita di Katniss... come anche sua madre... invece spariti tutti e due :/
    E beh... in effetti la Collins è andata oltre al lietofine facendo un finale più che realistico :)
    Anche a me manca già molto la saga! Almeno possiamo consolarci con i film adesso u.u

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be' sì il finale è stato davvero un colpo al cuore. Bello e malinconico, mi viene sempre da piangere al pensiero! Non vedo l'ora di vedere gli altri film :)

      Elimina
    2. Già! Peccato che dovremmo aspettare un sacco!

      Elimina
  2. Veronica, che bella recensione:) Mi hai fatto commuovere perché ho ricordato di aver terminato anch'io la saga ed è affiorata la malinconia... mancheranno anche a me tutti i personaggi.. Penso che sia una delle saghe più belle che siano mai state scritte!
    Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Franci, grazie mille e chiamami Ronnie, per favore:)
      La malinconia mi accompagnerà sempre d'ora in poi proprio come per le altre saghe che mi sono piaciute e che sono terminate (esempio: Harry Potter, Twilight..)
      E' bello appassionarsi ai personaggi, agli ambienti delle saghe ma quando esse giungono al termine è ugualmente triste lasciarle.
      Un saluto e un bacio anche a te!

      Elimina
  3. Bella recensione Veronica :)

    Sul comodino di casa mi aspetta Hunger Games, sono proprio curiosa di iniziarlo a leggere, a quanto pare ha incantato tutti *w*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille ^^
      Sono sicura che non te ne pentirai! Fammi sapere cosa ne pensi, una volta terminato :)

      Elimina
    2. Di nulla, figurati :)
      Penso anch'io che non me ne pentirò; ti farò sapere certamente *w*

      Elimina
  4. Che bella recensione! Il punto forte di questa saga credo siano proprio i personaggi (oltre al fantastico mondo creato dalla Collins) che mi hanno catturata sin dal primo libro... Mi mancheranno terribilmente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, lo credo anch'io. Mancheranno molto anche a me :')

      Elimina

Mi fa piacere leggere i vostri pensieri, let the freedom free!