luglio 23, 2012

Recensione: La strada in fondo al mare

Buon pomeriggio amici, 
ultimamente, ve l'ho detto, sto scrivendo molte recensioni perché erano un po' arretrate. Oggi ne ho stilata una non troppo positiva. 

Autore: Leah Fleming 

Titolo: La strada in fondo al mare 

Editore: Newton Compton 

Pubblicazione: 2012, Febbraio 9

Serie: stand-alone

Readership: Adult

Genere: storico

Rating: ★★ ½


È il 10 aprile 1912 quando May Smith si imbarca in terza classe sul Titanic, insieme con il marito Joe e la figlia Ellen, decisa a inseguire il sogno americano. In prima classe viaggia Celeste Parkes, che sta tornando negli Stati Uniti dopo una visita alla sua famiglia. Ma la notte del 15 aprile il transatlantico entra in collisione con un iceberg e il destino di tutti i viaggiatori si infrange contro una montagna di ghiaccio. In un attimo si diffonde il panico: i passeggeri della prima classe vengono tratti in salvo sulle poche scialuppe, quelli della terza non possono far altro che tuffarsi nelle gelide acque dell'Atlantico e sperare in un miracolo. May, ormai allo stremo delle forze, viene accolta a bordo di una delle imbarcazioni. La donna è disperata: crede di aver perso la figlia e il marito. Ma proprio in quei concitati minuti il capitano del Titanic, Edward Smith, le affida una neonata avvolta in una coperta. Alle prime luci dell'alba, però, May fa una terribile scoperta.. 

Recensione

La Fleming ci trasporta in un'epoca difficile dove dopo l'affondamento del Titanic ci furono le Grandi Guerre che hanno segnato la storia del mondo intero. Con il suo stile maturo ci fa rivivere alcune delle emozioni che sono impresse nei cuori di tutti noi, da sempre.
L'autrice ci catapulta immediatamente nel vivo della storia, ci fa conoscere i personaggi piano piano e ce li fa amare quasi tutti, a suo modo. 
Si narra la storia del Titanic e delle conseguenze che i relitti devono affrontare dopo la sua collisione. May e Celeste sono al centro di questa storia. Una cerca nuove possibilità in America, il Paese dove tutto è possibile, e l'altra ritorna alla sua vita di sempre divisa tra l'amore che da al suo bambino e l'odio per suo marito, violento e  arrogante. Si conoscono su una nave naufraga mentre tentano di rimanere vive e sfidare il destino che aveva deciso tutt'altra fine per loro. 
Il marito e la figlia di May si disperdono in mare ma lei riesce a salire su di una nave e dopo pochi minuti le viene consegnata una bambina dal capitano Smith che, dopo quest'atto di gentilezza e umanità estremo, muore disperso - e affogato dalle critiche, successivamente. 
Inizialmente May crede che la bambina che le è stata consegnata sia sua figlia, la sua Ellen, ma dopo averla guardata scopre che non è Ellen ma una bimba sconosciuta. Decide di crescerla e darle il meglio che si potrà mai permettere, ma non confida a nessuno la sua scoperta. Gli anni passano e da quel 15 Aprile sono successe molte cose ma May non ha rivelato ancora il suo segreto. Lo farà solo in punto di morte, lasciando tutti nel dubbio e nella tristezza. 
Ammetto che non è il genere di libri che leggo solitamente. Non mi piace particolarmente leggere romanzi che raccontano le vicende o le cause di un avvenimento che ha portato tanto sgomento ai suoi tempi e che lo porta ancora. L'argomento può essere l'affondamento del transatlantico, come può essere la seconda guerra mondiale - quindi i campi di concentramento - o qualcosa che ha portato molte vittime, comunque. Non mi hanno mai affascinato e non ho mai avuto la voglia di leggerli, romanzi così. 
Ma quando la mia amica Kit mi ha regalato La strada in fondo al mare mi sono subito tuffata nelle sue pagine perché volevo darle un'opinione al più presto. 
L'inizio è travolgente, forse accade tutto troppo velocemente tanto che tu non te ne accorgi nemmeno. Nel giro di dieci capitoli sono già morte milioni di persone.
Iniziamo a conoscere meglio May e Celeste e i loro corrispondenti caratteri. La prima s'arrende subito, la seconda lotta ed è disposta a farlo fino alla morte. 
Dall'affondamento in poi, la faccenda va a rilento, molto a rilento. 
Troppi intrecci, troppe questioni irrisolte e troppe persone! Le cose si sono fatte abbastanza complicate e non sono più riuscita a gestire la situazione al punto che volevo abbandonare il libro. La noia e la stanchezza prendevano il sopravvento. Ma mi sono fatta coraggio e sono arrivata all'ultima pagina, nonostante conoscessi già il finale - per quanto scontato è stato. Mi è sembrata tutta una pretesta per scrivere 300 pagine in più. Una storia del tipo Beautiful o roba del genere e il romanzo mi è calato di molto. 
Avevo già capito da un pezzo chi fosse il padre di Ella e come si sarebbero incontrati. 
Se l'autrice avesse incentrato le vicende alternando tra ciò che accadeva ad Ella - la bimba che viene affidata a May la notte del 15 - e ciò che accadeva a Roddy - il figlio di Celeste, nonché mio personaggio preferito per il suo coraggio e la sua audacia -, senza aggiungere nessuno di troppo ed eliminando molte pagine - tipo 300 -, sarebbe stato un bel romanzo. 
Purtroppo non è stato così, per me. 
E mi dispiace. Riponevo molta fiducia nei gusti della mia amica!

10 commenti:

  1. Il romanzo ricalca la struttura delle fiction, e questo ne dilata parecchio i tempi. A me in generale non dispiacciono i romanzi lunghi, stile telenovelas (mi piace come paragone) anche se ci sono delle parti che oggettivamente potevano essere accorciate. Concordo, quello di Roddy è il personaggio migliore ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La pensiamo più o meno uguale, quindi, Silvia? :)

      Elimina
    2. Io ho dato un voto un po' più alto, ma il voto è poi relativo, a me piace leggere la recensione, e la penso come te per diverse cose ^^

      Elimina
  2. Un altro libro da aggiungere alla lista!!
    Mamma mia, oramai avrei bisogno di intere giornate da dedicare alla lettura!
    Stupenda recensione Veronica!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille, in realtà non mi piace moltissimo il modo in cui io l'abbia scritta. È difficile commentare un romanzo del genere e, sempre onestamente, mi è dispiaciuto il fatto che non mi abbia entusiasmato. Come ho detto nella recensione, riponevo molta fiducia in questo tomo.

      Elimina
  3. Io non ho letto questo romanzo e credo non lo leggerò neanche in futuro.. infatti non mi mai ha ispirato.Comunque bella recensione! Capisco,credo,che il fatto che non ti sia piaciuto non ti avrà dato facilità nella scrittura ma sei molto brava a esprimerti.. COMPLIMENTI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, Iran quanti complimenti che mi hai fatto. Grazie mille!

      Elimina
  4. Io sul Titanic, sono fissato col periodo e la vicenda, ho letto Fateful, che ti consiglio, e La ricamatrice di segreti, che ti consiglio. Questo mi manca, ma per ora non so... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho detto nella recensione, non mi piacciono particolarmente i libri che trattano tematiche disastrose perché credo che uno scrittore debba affrontare vicende nuove, in modo da far parlare di loro e di ciò che scrivono perché sono originali. Fateful comunque m'ispirava per via della copertina..sai com'è :)

      Elimina

Mi fa piacere leggere i vostri pensieri, let the freedom free!